L’AI non sostituisce il talento: come sta cambiando il lavoro IT in Italia

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L’intelligenza artificiale sta modificando le competenze richieste dalle aziende, il ruolo d...

L’intelligenza artificiale sta modificando le competenze richieste dalle aziende, il ruolo dei junior e i profili più ricercati nel settore IT. Sono Carlo Amato, Principal IT Recruitment Consultant per il mercato italiano presso Montreal Associates (MA), e in questo articolo condivido ciò che sta emergendo dalle mie conversazioni con i leader di Talent Acquisition e le società di consulenza tecnologica in Italia.

 

Si parla tantissimo di Intelligenza Artificiale; tutti stanno dibattendo se grazie all’AI lavoreremo di meno o forse di più. 

Quello che è sicuro è che l'AI sta già cambiando le strategie di hiring nel settore IT, soprattutto all'interno delle principali società di consulenza tecnologica.

I dati confermano che non si tratta soltanto di una percezione del mercato. Secondo il PwC Global AI Jobs Barometer 2026, in Italia gli annunci che richiedono competenze legate all’intelligenza artificiale sono aumentati di circa 24.000 unità nel 2025. Nel settore Tech, Media & Telecom, oltre l’8% degli annunci pubblicati richiede già competenze AI. 

Negli ultimi mesi ho avuto l'opportunità di confrontarmi con i responsabili delle assunzioni di alcune delle principali società di IT Consulting e System integrator  in Italia. Da queste conversazioni sono emersi alcuni trend comuni che, a mio avviso, caratterizzeranno il mercato attuale in forte fermento.


Le competenze AI stanno diventando un vantaggio competitivo 

Uno dei primi feedback che ho ricevuto da parte di un HR e Senior Talent Acquisition di una società di consulenza di Milano è stato particolarmente interessante:

"Oggi non basta più dire di utilizzare l'AI. Se un candidato dimostra di saper sfruttare strumenti di Intelligenza Artificiale in modo avanzato, integrarli con altri tool, automatizzare processi e trasferire queste competenze in contesti diversi, acquisisce un vantaggio competitivo significativo durante il processo di selezione."

In altre parole, la conoscenza dell'AI non è più vista come un semplice "plus", ma sta diventando una competenza distintiva già a partire dall’iter selettivo, soprattutto per quei professionisti che riescono a trasformarla in un dimostrabile incremento di produttività e valore per il business.


Perché le soft skills contano sempre di più nel lavoro IT 

Un'altra referente HR e Talent di una delle principali società di consulenza Microsoft in Italia mi ha dato una prospettiva diversa ma altrettanto significativa:

"L'AI sta impattando il recruiting perché la velocità con cui evolvono le tecnologie rende sempre più difficile prevedere quali competenze tecniche saranno richieste tra pochi anni. Per questo motivo, le soft skills stanno diventando ancora più importanti, anche per i ruoli più tecnici."

Questo significa che, accanto alle competenze tecniche, le aziende stanno iniziando a valutare con maggiore attenzione caratteristiche come il problem solving e la capacità di trasferire conoscenza internamente ed esternamente. 

In un mercato in continua evoluzione, la capacità di trasferire conoscenza potrebbe diventare più importante della conoscenza di una singola tecnologia.


AI e profili junior: sta emergendo un nuovo skills gap? 

Un'altra responsabile HR e Talent di un Microsoft Partner ha evidenziato un aspetto molto interessante: il problema maggiore oggi riguarda spesso i profili junior appena usciti da percorsi universitari o bootcamp. 

Questo introduce un tema di cui si parla ancora poco: il disallineamento tra formazione e mercato del lavoro. 

"Molti candidati arrivano sul mercato del lavoro con competenze che, pur essendo solide dal punto di vista tradizionale, non sono ancora state aggiornate per rispondere a un contesto in cui l'AI è ormai parte integrante del lavoro quotidiano. Questo crea un gap tra ciò che le aziende cercano e ciò che i nuovi professionisti sanno fare."

La buona notizia, però, è che si tratta probabilmente di un fenomeno temporaneo. Università, ITS e bootcamp stanno già rivedendo i propri programmi per integrare competenze legate all'Intelligenza Artificiale, agli strumenti di produttività basati su AI e all'automazione. È quindi ragionevole aspettarsi che questo divario si riduca nei prossimi anni.


Come sta cambiando il lavoro IT con l’intelligenza artificiale 

Del resto come è noto l’impatto dell’AI sul mondo del lavoro anche Tecnologico è chiaro e  sotto gli occhi di tutti:

  1. Meno ruoli junior: l'automazione gestisce i compiti base che prima facevano i nuovi entrati.
  2. Efficienza interna: le aziende usano l'AI per fare cost savings, automatizzare processi e aumentare la produttività.
  3. Meno ruoli tecnici e di sviluppo puro: L'AI non sta eliminando gli sviluppatori, ma sta cambiando ciò che ci si aspetta da loro.

L'entusiasmo per l'AI è alto, ma gli investimenti procedono con cautela; molti clienti stanno ancora adottando un approccio prudente. I progetti pilota sono numerosi, ma le iniziative di trasformazione su larga scala stanno procedendo più lentamente di quanto molti si aspettassero solo uno o due anni fa. 


I profili IT più richiesti dalle aziende in Italia 

Vorrei condividere una  riflessione emersa confrontandomi con un collega senior Headhunter IT a livello internazionale.

Come agenzia di recruitment IT le richieste dei clienti sia in Italia che negli altri paesi europei stanno diminuendo e contemporaneamente stanno cambiando.

Come agenzia oggi assistiamo lato Hiring IT ad una domanda che si concentra sulla qualità e sulla seniority con un focus su 3 aree:


1. Solution Architect e Cloud Architect

Sempre più aziende cercano professionisti senior in grado di interfacciarsi con il cliente progettare architetture cloud (Microsoft Azure, AWS e sempre più spesso anche Google Cloud), guidare i progetti e coordinare team di sviluppo distribuiti, spesso con risorse in nearshore o offshore.


2. Functional IT Consultant 

Rimane elevata la richiesta di consulenti con una forte conoscenza dei processi aziendali (soprattutto in ambito Supply Chain e Manufacturing), capaci di comprendere le esigenze del cliente e tradurle in requisiti funzionali per i team di sviluppo. Con l'evoluzione dell'AI, è probabile che questi professionisti diventino sempre più gli "orchestratori" tra business, digital transformation e strumenti di AI.


3. IT Sales e Pre-sales 

Infine, cresce la domanda di figure commerciali e pre-sales (in particolare Technical Presales Engineer) che abbiano un solido background tecnico.

 Le aziende ricercano professionisti in grado non solo di vendere un servizio/progetto, ma di accompagnare il cliente nel percorso di trasformazione digitale, spiegando il valore di soluzioni cloud, AI e automazione.



L’AI non sostituisce il talento: ne cambia il valore 

Se c'è un messaggio che emerge da tutte le conversazioni raccolte è questo: l'AI non sta sostituendo il talento, ma sta aumentando il valore delle competenze che l'AI non può sostituire facilmente ovvero la relazione con il cliente.

In un mercato in cui l’AI sta trasformando competenze e ruoli, la capacità di comprendere le esigenze delle aziende e costruire relazioni con i professionisti giusti diventa ancora più importante. Se la tua azienda cerca talenti IT specializzati in Italia, contattami: possiamo confrontarci sulle tue esigenze e capire come io e il team di Montreal Associates possiamo supportarti.